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La chiamata di leva

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Per i nati negli anni '70 l'obbligo di leva era uno di quei doveri da ritardare il più possibile: l'ipotesi di una sua abolizione sembrava, dopo tante illusorie promesse, diventare concretezza.  L'Università allungava i tempi della chiamata dando un temporaneo sollievo dall'obbligo della mimetica. Ma poi il tutto si trasformava in un disagio notevole dato dal fatto di figurare come un fuori età tra  sbarbatelli. Vivere questa condizione da disadattati era un supplizio che spesso prendeva la forma di trecentosessantacinque croci disegnate su un muro: una per ogni interminabile giorno. La prima forma di disagio di un neolaureato in molti casi era questa. Un certificato di "Dottore" appeso alla parete della camera e all'orizzonte  un mondo da conquistare: nella realtà un pulitore di latrine con un caporale zoticone, semianalfabeta e con l'acne da diciottenne che detta il ritmo a cui devi marciare. Sulfimigi tentò la sua ultima carta: aveva ottenuto un...

Una nave che parte alla deriva

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La notte prima della discussione degli esami i pensieri si affollano nella mente di Sulfimigi. Non sono proiettati sull'argomento contenuto in quel volume. Ormai ha trascorso mesi interi chinato sullo schermo di un computer ad inanellare teorie e spiegazioni sul tema che lo divorava da anni: il darwinismo sociale. Era rimasto talmente incantato da quella visione del mondo da farne una sua personale chiave di lettura di tutto quello che gli succedeva intorno.      Stava per arrivare quel momento in cui dalle polverose aule universitarie si sarebbe nella vita reale. Con i suoi studi era convinto di aver fatto luce sui fatti più brutali ed inquietanti del secolo appena concluso. Insomma era convinto di avere già in tasca tutto quello che serviva perchè televisioni, giornali e libri si riempissero con i suoi illuminanti contenuti. L'aria di primavera era oltremodo stimolante quella sera e addormentarsi era una chimica difficile da attuare per un organismo sovraeccitato ma all...

Introduzione

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Benvenuti su questo blog dove racconterò le mie storie ispirate al mondo del precariato.  Cosa mi spinge a scrivere queste pagine e a tenere aggiornati i lettori con nuovi racconti? Arriva un momento della vita in cui devi fare i conti con il passato: cos'è stata la tua avventura nel mondo sociale dopo essere uscito dall'univesità con una pergamena rimasta attaccata al muro?  Inutile guardarla e pensare che è solo un foglio di carta, anzi è proprio con questo pensiero che tornano a galla le aspirazioni frustrate, i sogni infranti di chi ha passato la sua età più bella chinato sui libri, un amore per la cultura e le cose belle che si direbbe mal ricambiato da un mondo pervaso di meschinità. La scelta di creare piccoli racconti e di adottare un taglio che va dal sardonico all'ironico, dal grottesco al tragico non è una scelta letteraria ma è parte stessa della verità che questi racconti vogliono ritrarre. Mi spiego meglio: la vita del precario è fatta di tanti piccoli episodi...