La chiamata di leva
Per i nati negli anni '70 l'obbligo di leva era uno di quei doveri da ritardare il più possibile: l'ipotesi di una sua abolizione sembrava, dopo tante illusorie promesse, diventare concretezza. L'Università allungava i tempi della chiamata dando un temporaneo sollievo dall'obbligo della mimetica. Ma poi il tutto si trasformava in un disagio notevole dato dal fatto di figurare come un fuori età tra sbarbatelli. Vivere questa condizione da disadattati era un supplizio che spesso prendeva la forma di trecentosessantacinque croci disegnate su un muro: una per ogni interminabile giorno. La prima forma di disagio di un neolaureato in molti casi era questa. Un certificato di "Dottore" appeso alla parete della camera e all'orizzonte un mondo da conquistare: nella realtà un pulitore di latrine con un caporale zoticone, semianalfabeta e con l'acne da diciottenne che detta il ritmo a cui devi marciare. Sulfimigi tentò la sua ultima carta: aveva ottenuto un...